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DIUR TISANA BIOLOGICA

prezzo 19.50€

Ribes nigrum L.

Cenni di etnobotanica calabra
Il Ribes rubrum L. noto come lassativo nella tradizione popolare sia come decotto che come frutta fresca. Si usava anche come frutta da produrre confetture e marmellate.

Mitologia e credenze
Il nome deriva dal latino medioevale ribes derivante dall’arabo ribas, nome di una pianta acidula menzionata dai medici arabi.

Indicazioni
Proprietà antiossidanti, diuretiche, depurative soprattutto delle vie urinarie; buona azione tonica soprattutto nelle convalescenze e per le vie respiratorie, altresì utile come antinfiammatorio per apparato osteoarticolare e circolatorio.

Urtica dioica L.
Cenni di etnobotanica calabra
L’ortica è una pianta officinale molto conosciuta. In cucina si utilizzano soprattutto le cime e le foglie tenere, previa bollitura, per preparare la pasta in brodo e anche delle ottime zuppe, molto saporite, e frittate. Insieme a patate e crusca, l’ortica veniva impiegata anche per preparare pastoni per gli allevamenti domestici di maiale. L’ortica è conosciuta fin dall’antichità per le sue numerose proprietà officinali: antiasmatica, ipoglicemica, galattogoga, emostatica, astringente, antireumatica, diuretica, tonica
L’infuso di radice si usava contro le ulcere, mentre quello delle parti aeree fiorite era tradizionalmente considerato depurativo ed emopoietico, oltre che un ottimo rimedio contro l’idropisia, le malattie della pelle e l’orticaria. Secondo un’antica usanza del reggino rotolarsi nelle ortiche e colpire le zone doloranti con una pianta estirpata aiutava a combattere dolori alle ginocchia, ai polsi e alle spalle.

Mitologia e credenze
L’ortica per i popoli celtici germanici, era erba sacra al Dio Thunar, padre delle divinità; la radice, si poggiava sotto il letto dell’ammalato; si credeva che respingesse le negatività e contemporaneamente le malattie. Dava una grande forza agli incantesimo, perciò veniva lanciata sul fuoco per spazzare la maldicenza e la calunnia.

Indicazioni
Azione tonica e ricosituente, antinfiammatoria e diuretica, negli accumuli di acido urico, dolori articolari, benefico per la prostata; azione eudermica.

Equisetum arvense L.
Cenni di etnobotanica calabra
In passato questa pianta ha avuto molteplici utilizzi: impacchi e infusi diuretici, come sbiancante dei denti e in cucina, dove era impiegato come ingrediente nei minestroni per arricchirne il contenuto di minerali. Nella medicina popolare gli infusi di equiseto rappresentavano un buon rimedio contro l’ulcera gastrica, grazie alla sua azione emostatica, ma anche contro le coliche addominali.

Mitologia e credenze
Altro nome attribuito all’equiseto è erba del diavolo infatti si racconta che un giorno il diavolo, osservando la grande quantità di piante che Dio aveva creato, pensò di crearne una anche lui, convinto che non fosse complicato. Il diavolo prese più parti di piante diverse già esistenti assemblando l’equiseto. La portò a Dio, il quale, accortosi dell’inganno, decise lo stesso di lasciare in vita quella pianta, donando alla natura una nuova specie vegetale.

Indicazioni
Azione diuretica, rimineralizzante, ricostituente, benefico per apparato osteoarticolare e annessi cutanei, capelli e unghie.