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LAXA TISANA BIOLOGICA

prezzo 19.50€

Malva sylvestris L.

Cenni di etnobotanica calabra
La malva è una pianta di uso molto comune nel mondo rurale, per le svariate e interessanti proprietà medicinali. I semi venivano impiegati in particolari impasti di pane, detti panetti di S.Antonio, oppure masticati tal quali. Pianta dalle svariate proprietà medicinali: emollienti, calmanti, antinfiammatorie, espettoranti, antispasmodiche e lassative. La malva era impiegata, spesso insieme ad altre erbe, radici e semi (carrubo, orzo, rovo, radice di gramigna), per preparare decotti e infusi ottimi contro bronchiti, tosse e catarro. L’infuso era altresì utilizzato come colluttorio per combattere afte della bocca e infiammazioni gengivali.

Mitologia e credenze
I filosofi della scuola pitagorica la ritenevano la malva una pianta sacra, tipicamente solare, emblema di saggezza e punto d’incontro tra il mondo celeste e quello terreno. Era abitudine sotterrare rami di malva in prossimità delle stalle, con l’intento di proteggere il bestiame da incantesimi e malefici. Un potente talismano da tenere a contatto del corpo era costituito da un pezzo di radice essiccata, avvolta in un panno di colore scuro. Nel Medioevo un test molto in auge per verificare la fertilità femminile consisteva nell’innaffiare una pianta di malva con l’urina di una donna. Se dopo tre giorni la pianta appariva piena di vitalità, il responso era favorevole, al contrario, l’appassimento decretava la sterilità della donna. Nel linguaggio dei fiori, la malva simboleggia l’amore materno e la mansuetudine.

Indicazioni
Regola la funzione intestinale e può migliorare le disbiosi della flora intestinale, utile per le vie respiratorie ed urinarie

FINOCCHIETTO
Note storiche ed etnobotaniche
Conosciuto dagli assiri e dai babilonesi, usato dagli egizi spesso si trova citato nei papiri. Nell’antica Grecia il finocchietto si chiamava màrathon che ha dato origine al nome della città di Maratona, che significa luogo pieno di finocchi. Del finocchio come pianta medicinale e da mangiare ne parlano Ippocrate per le partorienti che devono produrre latte, Ermippo di Smirne per la preparazione in salamoia con le olive, come ancora oggi si preparano in Calabria. Nicandro di Colofone per l’uso come antidoto del veleno dei serpenti, Dioscoride Pedanio e Plinio come rimedio per molti mali e Columela per l’utilizzo in veterenaria. Si usava nelle osterie per coprire i cattivi odori e sapori del vino che non era più buono, da ciò nasce il verbo infinocchiare. Proprietà I semi si usavano allo stesso modo dell’orzo la mattina soprattutto per i bambini anemici. Il decotto si usava per disturbi digerenti e come carminativo, mentre foglia fresca per le ulcera della bocca. L’infuso è utilizzato insieme a camomilla per trattare infiammazioni, gonfiori, congiuntiviti e per stimolare il latte alle partorienti, mentre quello di semi l’appetito.

Indicazioni
Migliora la funzione digestiva, meteorismo, favorisce la depurazione delle vie respiratorie